Caro Dr. Van Harper, qual è il suo sogno ricorrente?
Sono un pesce pagliaccio e sto vagando per l’oceano. E sono molto spaventato, perché l’oceano è molto grande. E io ho appena perso mio figlio. E lo sto cercando ovunque ma l’oceano è immenso. E poi incontro uno squalo. Anzi, più squali. E scappo. Loro m’inseguono e cerco riparo nel relitto di un sommergibile. Ma per quanto nuoti veloce, loro sono più veloci di me. Mi sono quasi addosso ma io giro a destra. E poi a sinistra. E sono in un vicolo cieco. Sono in un vicolo cieco e sono spacciato. Gli squali mi stanno raggiungendo ma più si avvicinano e più mi accorgo che non sono squali. Sono avvocati. Gli avvocati della Pixar. E mi stanno accusando per plagio. Anch’io non sono più un pesce e sono molto confuso perché non ho mai visto "Alla ricerca di Nemo". Loro mi dicono che è impossibile. È un gran film, l’hanno visto tutti. Ha vinto anche un Oscar. Così adesso sono in prigione. E sono innocente. Ma almeno non sono più solo, ho un amico, Morgan Freeman. E trascorro 20 anni in prigione occupandomi di contabilità. Sembro un tipo tranquillo ma in realtà sto preparando una fuga. Così una notte scappo da un tunnel che ho scavato nella mia cella e fuggo in Messico. Mi stabilisco lì. Lavoro a una barca sulla spiaggia quando vedo qualcuno in lontananza. Mi sembra Morgan Freeman ma in realtà è Stephen King. E mi accusa per plagio. Di nuovo. Io gli rispondo che non ho mai visto "Le ali della libertà", né tantomeno letto il suo racconto da cui è tratto. Lui dice che è impossibile, è un film bellissimo, avrebbe vinto tanti Oscar e inizia ad elencare tutte le categorie nelle quali è stato candidato. Qualsiasi cosa pur di non parlare della sua prosa. Io mi stanco quasi subito di ascoltarlo e chiudo a pagina due, prendo la barca e fuggo in mare. Ma ho fame e mi metto a pescare. E prendo immediatamente un pesce. È un pesce pagliaccio, lo chiamo Nemo. Sembra molto simpatico, così lo uso come esca per un pesce più grosso. Che abbocca quasi subito. Enorme e potente. Lotto giorno e notte. Per tre giorni e tre notti. Finché lo tiro su. Ma il pesce non è un pesce. È Ernest Hemingway. E mi cita per plagio. Il che, da un certo punto in poi, me lo potevo anche aspettare. Io gli dico che non ho mai letto "Il vecchio e il mare", ma lui non ci crede. Dice che è molto meglio di Stephen King. Gli credo sulla parola. Lui mi dà un pugno in faccia. Ma il pugno non è un pugno. È Woody Allen. Questo è il mio sogno ricorrente.
Van Harper Classic: La coscienza di Peter – n°12
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sabato 15 maggio 2010
It’s a long way to the top if you wanna rock’n’roll, Dr. Van Harper
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venerdì 23 aprile 2010
iHarper - n°10
Non dico che i miei genitori siano rimasti delusi quando sono nato. Ma forse si aspettavano di più dopo la visita di quell’arcangelo.
Mio padre mi chiamava affettuosamente "DNA".
Non ho bambini, ma tutti si aspettano che ne faccia uno. La mia ragazza vuole un figlio. Mia madre vuole un nipote. Il mio vicino di casa vuole un altro vicino di casa…
Tutti vorrebbero che mi riproducessi. Non lo so. Penso che ci siano modi meno compromettenti per dimostrare che non sono più vergine.
La notte non riesco a dormire, così conto le pecore. Ne manca sempre una e rimango sveglio per l’ansia.
È bello quando sognate qualcuno in un modo speciale, simile all’innamoramento. Una persona alla quale non avevate mai pensato in quella maniera prima d’ora. Il giorno dopo la vedete sotto una luce differente, siete così coinvolti, così romantici… non è male, vero? A me è capitato stanotte con Mike Tyson.
Sono sempre stato un perfezionista. Quando a scuola gli altri bambini mi picchiavano, io gridavo loro: "Non è così che si fa!".
Ci sono giorni in cui non mi diverte niente. Così metto su un dvd di Woody Allen. E scoppio a piangere.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°23
Mio padre mi chiamava affettuosamente "DNA".
Non ho bambini, ma tutti si aspettano che ne faccia uno. La mia ragazza vuole un figlio. Mia madre vuole un nipote. Il mio vicino di casa vuole un altro vicino di casa…
Tutti vorrebbero che mi riproducessi. Non lo so. Penso che ci siano modi meno compromettenti per dimostrare che non sono più vergine.
La notte non riesco a dormire, così conto le pecore. Ne manca sempre una e rimango sveglio per l’ansia.
È bello quando sognate qualcuno in un modo speciale, simile all’innamoramento. Una persona alla quale non avevate mai pensato in quella maniera prima d’ora. Il giorno dopo la vedete sotto una luce differente, siete così coinvolti, così romantici… non è male, vero? A me è capitato stanotte con Mike Tyson.
Sono sempre stato un perfezionista. Quando a scuola gli altri bambini mi picchiavano, io gridavo loro: "Non è così che si fa!".
Ci sono giorni in cui non mi diverte niente. Così metto su un dvd di Woody Allen. E scoppio a piangere.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°23
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martedì 17 novembre 2009
Domani nella battaglia pensa al Dr. Van Harper
Caro Dr. Van Harper, il suo è l’ennesimo blog umoristico che ha un retrogusto di Luttazzi. Ma non di quello buono, di quello che fa da sempre benzina allo stesso distributore per raccogliere i bollini che poi gli permetteranno di vincere un piumone o, in alternativa, altre inutili cianfrusaglie. E che nel frattempo non dice niente di divertente. A parte "cianfrusaglie". Che a me fa sempre ridere. Cianfrusaglie. Divertente. Cianfrusaglie. Cianfrusaglie. Cianfrusaglie-cianfrusaglie-cianfrusaglie. Non riesco a smettere, fa sempre ridere. Cianfrusaglie. Cianfrusaglie insieme ad altre cianfrusaglie. Spiritosissimo. Cianfrusaglie in viaggio su un aereo pieno di cianfrusaglie che atterra in un paese fatto di cianfrusaglie. A parte "viaggio", "aereo" e "paese" quest'ultima cosa era molto divertente. E, soprattutto, faceva pensare. Perché non riesce a far ridere quanto "cianfrusaglie"?
Picasso diceva che per riuscire nell'arte bisogna uccidere i padri. Io mi ispiro a Luttazzi. Luttazzi si ispirava a Woody Allen. Woody Allen si ispirava a suo zio, un postino di Brooklyn che collezionava cianfrusaglie. Era lui quello divertente della famiglia.
Caro Dr. Van Harper, qual è il posto più strano dove ha fatto sesso?
Il mio subconscio.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°9
Picasso diceva che per riuscire nell'arte bisogna uccidere i padri. Io mi ispiro a Luttazzi. Luttazzi si ispirava a Woody Allen. Woody Allen si ispirava a suo zio, un postino di Brooklyn che collezionava cianfrusaglie. Era lui quello divertente della famiglia.
Caro Dr. Van Harper, qual è il posto più strano dove ha fatto sesso?
Il mio subconscio.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°9
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martedì 23 giugno 2009
La coscienza di Peter - n°10
Peter Dolby amava fare cose inutili. Lo facevano sentire indispensabile.
Peter ha una sagoma di cartone a sua immagine e somiglianza. È identica a lui, solo con più personalità.
Peter è troppo nevrotico, logorroico e ipocondriaco, certe volte vorrebbe essere un vero duro. Stile Woody Allen.
Peter è un po’ che non sente i suoi amici di Berlino Ovest.
Peter ha una sagoma di cartone a sua immagine e somiglianza. È identica a lui, solo con più personalità.
Peter è troppo nevrotico, logorroico e ipocondriaco, certe volte vorrebbe essere un vero duro. Stile Woody Allen.
Peter è un po’ che non sente i suoi amici di Berlino Ovest.
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lunedì 4 maggio 2009
Van Harper Review - n°9
Ancora recensioni. Alcune negative, altre farebbero arrossire Hitler.
"Solo due cose sono infinite, l'universo e il Dr. Van Harper. E non sono sicuro della prima".
(Albert Einstein)
"Ogni volta che leggo il blog del Dr. Van Harper mi viene voglia d’invadere la Polonia".
(Woody Allen)
"Il Dr. Van Harper non finirà mai".
(Vincent Van Gogh)
"Solo due cose sono infinite, l'universo e il Dr. Van Harper. E non sono sicuro della prima".
(Albert Einstein)
"Ogni volta che leggo il blog del Dr. Van Harper mi viene voglia d’invadere la Polonia".
(Woody Allen)
"Il Dr. Van Harper non finirà mai".
(Vincent Van Gogh)
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