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giovedì 3 marzo 2011

iHarper - n°34

Mio fratello è sempre stato più maturo della sua età. La prima volta che Babbo Natale ci portò i regali lui lo denunciò per violazione di proprietà privata. E tentata corruzione.

La mia adolescenza non è stata facile. Avete presente la maglietta "I'm with stupid"? Io ero quello a sinistra.

Van Harper Classic: Domani nella battaglia pensa al Dr. Van Harper

lunedì 19 aprile 2010

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°21

Quando ero piccolo avevo un cane. Si chiamava Scooter. Un giorno scomparve. In lacrime chiesi ai miei genitori che fine avesse fatto.
"Sta forse correndo felice in campagna?", domandai timidamente loro.
"No no" interruppe quell’assordante silenzio mio padre, "è morto".
Impaurito, confuso ma con ancora quegli occhi colmi d’innocente speranza che implorano una menzogna chiesi di nuovo loro:
"Non è che invece di fare una cosa così ovvia e scontata Scooter è veramente scappato per correre felice in campagna? È facile confondersi, pensi che qualcuno sia morto e invece eccolo lì che corre felice in campagna. Il caso della nonna avrebbe dovuto insegnarci a tutti qualcosa, o no?".
"No, Scooter è veramente morto. È stato investito da un camion. Col senno di poi chiamarlo Scooter non è stato di buon auspicio, figliolo".
"Grazie papà, il tuo traballante humour nero fuga ogni dubbio sul tono che avrà il tuo epitaffio. Costringendomi a buttare tutti quelli che ho già scritto, tra l’altro. Ora torniamo per un attimo a me e, nota bene, ho appena sette anni, utilizzo concetti complessi e un vocabolario articolato, ma sono ancora assolutamente in grado di bermi una bugia raccontata con un minimo di convinzione: sei proprio sicuro che Scooter non sia in campagna, al sicuro, con tutti gli altri cani e un affabile fattore che si prende cura di loro? Avere una conferma potrebbe devastare di meno il mio già fragile equilibrio. È difficile la vita per un bambino di seconda elementare che definisce Charles Dickens un ‘Dostoevskij glitterato’".
Mio padre si chinò e appoggiò le sue possenti mani sulle mie spalle. Non smise per un attimo di guardarmi negli occhi.
"Perché Scooter avrebbe dovuto fare una cosa così stupida come scappare in campagna da uno sconosciuto?".
"Perché è un cane, maledizione! E i cani fanno cose stupide. Dicono anche cose stupide. Per questo continuano ad abbaiarsi l’un l’altro. Sono critiche".
Finalmente mia madre prese la parola.
"Caro, forse dovremmo mentire al bambino. Sai, per non traumatizzarlo".
"Grazie mamma per l’empatia e per aver impartito per l’ennesima volta una lezione a questo individuo che ti ostini a farmi chiamare ‘padre’. Grazie anche per averlo detto a voce alta quando sono qui a 30 cm da te ma, ovviamente, farò finta di non aver sentito per mantenere ancora intatta l’illusione nei vostri occhi colmi d’innocente speranza, in un caso, e di miope ottusità, nell’altro".
"Dove eravamo?", chiese mio padre.
"Ci arriverai tra un po’. Allora, questo cane? Esigo risposte", chiesi a mia madre rivolgendole l’attenzione come una bussola si rivolge al nord.
"Scooter non è stato investito da un camion".
"E questo è un inizio".
"È stato ammazzato da Babbo Natale. Proprio come la nonna".

Van Harper Classic: Mr. IKeA – Parte II

sabato 26 dicembre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°18

A volte mi capita di fare incontri diversamente convenzionali. Altre volte citofono, prima di attraversare un varco dimensionale.

"Buongiorno Caro Dr. Van Harper".
"Bruce, 'Caro' non è il mio nome, è solo l’incipit di tutte le domande. E, comunque, che nome è?".
"Pensavo fosse lappone. Tipo 'Caro Babbo Natale'".
"Qual è il tuo problema?".
"Perché pensa che ne abbia uno?".
"È che ultimamente mi capita sempre la stessa cosa".
"S’imbatte in David Bowie che insiste disperatamente per darle delle indicazioni sbagliate?".
"No, l’altra".
"Ah, fa incontri diversamente convenzionali. Li faccio anch’io, lavoro in un circo".
"Perché circo l’hai detto in grassetto?".
"Rimarco i concetti in maniera inconscia. È anche quello che faccio durante lo spettacolo. Sono l’attrazione principale".
"Mi piace il circo, mi ricorda il campeggio. Avete degli animali?".
"No, cerchiamo di fare concorrenza al Cirque du Soleil".
"Quindi avete degli acrobati incredibili?".
"No".
"Delle coreografie pirotecniche?".
"No".
"Una colonna sonora avvincente?".
"No".
"Scusa Bruce, in che modo fate concorrenza al Cirque du Soleil?".
"Cerchiamo di farli sentire in colpa".

Van Harper Classic: Van Harper facts - n°10

venerdì 25 dicembre 2009

Il Canto di Natale del Dr. Van Harper

Caro Dr. Van Harper, qual è il suo ricordo natalizio più triste?
Una volta da piccolo aspettai Babbo Natale davanti al caminetto tutta la notte. Già me lo immaginavo: affabile, con il suo vestito rosso e il sacco pieno di regali. Mi avrebbe fatto l’occhiolino, segno di stare in silenzio in maniera complice e si sarebbe voltato a riempirmi la calza di doni. Un momento di fatale distrazione che mi avrebbe permesso di metterlo fuori gioco e derubarlo, tradito dalla sua stessa fiducia. La mattina dopo non vi dico la delusione per non aver sfruttato un piano così ben congegnato.

Caro Dr. Van Harper, ogni 25 Dicembre riguardo compulsivamente il mio film di Natale preferito: "Resident Evil". Sono malato?
No, sei il Grinch.

Van Harper Classic:
A Van Harper’s Day Night

lunedì 31 agosto 2009

Van Harper Review - n°26

Ennesime recensioni. Alcune negative, altre rovinerebbero la reputazione di Babbo Natale.

"In Iraq hanno eretto una statua del Dr. Van Harper solo per il gusto di tirarla giù".
(Berliner Zeitung)

"La mia autostima è talmente bassa che a volte vorrei essere lui".
(Luca Badoer)

"Per l’ultima volta: io sono il cantante, non il clown".
(Ben Harper)


Van Harper Classic: Buon Natale, Dr. Van Harper!

martedì 4 agosto 2009

Van Harper Review - n°24

Fin troppe recensioni. Alcune negative, altre sono agguati.

"All’inizio molti erano scettici sul blog del Dr. Van Harper. Fortunatamente con il tempo sono triplicati".
(Chicago Tribune)

"Da quando leggo il blog del Dr. Van Harper ho iniziato a bere".
(Babbo Natale)

"Ho scoperto che se ascolto i Beatles mentre leggo il blog del Dr. Van Harper, i Beatles diventano insopportabili".
(Paul McCartney)

martedì 14 aprile 2009

La coscienza di Peter - n°3

Peter Dolby è un uomo che manca ogni appuntamento con la storia. Era a Düsseldorf quando cadde il muro di Berlino nel 1989. Era a Hong Kong durante gli scontri di Piazza Tienanmen. Era a New York l’11 Settembre. Ma del 1996.
Dal 26 dicembre scorso sono state perse le sue tracce, ma con una consapevolezza: ovunque egli sia è sicuramente nel posto sbagliato. Questi sono i suoi sgargianti appunti.

Peter ha appena ricevuto una telefonata insolita. Era Freud.

Peter vorrebbe essere Babbo Natale per poter guidare finalmente una decappottabile.

Peter pensa che sia veramente difficile pogare in chiesa.

lunedì 23 marzo 2009

Van Harper Review - n°3

Ancora recensioni. Alcune negative, altre sono querele.

"Il Dr. Van Harper? Se uccidessi Babbo Natale mi reincarnerei in lui".
(Bernard Moscovitch, Variety)

"Quest’uomo è un impostore: sono andata su Facebook e non c’è nessun Dr. Van Harper che abbia come contatto Terrence Malick. Ma perché m’innamoro sempre dell’uomo sbagliato?".
(Miriam Greenberg, Marie Claire)

"Questo blog ha tutto: fa ridere, piangere, pensare ma, soprattutto, fa starnutire".
(Hymie Mintzbaum, Washington Post)