Caro Dr. Van Harper, cosa pensa del calcio?
Mi piace, ma penso che sarebbe molto più divertente se ci fossero due palloni in campo, uno rosso e uno verde. Se segni con il pallone rosso, vale un punto. Se segni con il pallone verde, ti rapiscono i genitori. E tutti i giocatori sono daltonici.
Caro Dr. Van Harper, dove trova l’ispirazione per le sue battute?
Copio da questo blog.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°29
martedì 29 giugno 2010
iHarper - n°19
Ieri ero a un concerto di Biagio Antonacci e ho fatto una terribile gaffe. Quando è finito ho gridato "bis".
Ho appena visto "Twilight" e ho imparato molte cose sui vampiri. Per esempio sono noiosi.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°30
Ho appena visto "Twilight" e ho imparato molte cose sui vampiri. Per esempio sono noiosi.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°30
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Lezioni che ho imparato - n°3
- Se qualcuno ti punta contro una pistola, non prenderlo in giro per come la impugna.
- Nel deserto nessuno ti può ascoltare quando ammetti di aver sbagliato strada.
- Suonare una vuvuzela non è così folkloristico a Wimbledon.
- Se sei a cena con il tuo commercialista, una scenata di gelosia di Angelina Jolie è sempre l’ultima cosa che ti aspetti.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°30
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Lezioni che ho imparato - n°2
- Dire una bugia "a fin di samba" non è nemmeno una giustificazione.
- Mettere nel curriculum "redattore di curriculum" non è una qualifica.
- Spiare qualcuno da 2 cm potrebbe comportare delle complicazioni.
- Confessare alla propria ragazza di averla tradita quando ti ha sorpreso a letto con un’altra potrebbe perdere di spontaneità.
Van Harper Classic: I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper – n°11
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Lezioni che ho imparato - n°1
- Gli squali non sbadigliano.
- Attraversare la strada nella speranza che qualcuno si fermi è spesso un eccesso di ottimismo.
- Entrare nudo nell’ufficio del proprio capo brandendo una spada di plastica e millantando di essere Zorro, può scatenare un inaspettato spirito di emulazione.
- Regalare alla propria ragazza un viaggio di tre settimane alle Maldive potrebbe non essere apprezzato, se abitate già alle Maldive.
Van Harper Classic: 12 cose che le persone non sanno su Walt Disney
martedì 22 giugno 2010
iHarper - n°18
Sono una pessima persona dai sani principi.
Ogni volta che sento alla radio una canzone di Biagio Antonacci alzo il volume del navigatore.
Van Harper Classic: I film che non vedrete mai – n°17
Ogni volta che sento alla radio una canzone di Biagio Antonacci alzo il volume del navigatore.
Van Harper Classic: I film che non vedrete mai – n°17
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lunedì 21 giugno 2010
I film che non vedrete mai - n°36
Un uomo seduto alla fermata del 56 aspetta per tutta la vita l’arrivo del 64.
Dopo essere rimasto ibernato per più di 40 anni, un uomo si risveglia ed entra in coma.
Van Harper Classic: Il ritratto del Dr. Van Harper
Dopo essere rimasto ibernato per più di 40 anni, un uomo si risveglia ed entra in coma.
Van Harper Classic: Il ritratto del Dr. Van Harper
sabato 19 giugno 2010
I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°22
A volte ho l’impressione di essere seguito. Così rallento, e anche l’altra persona rallenta. Allora accelero, e l’altra persona accelera con me. Mi fermo all’improvviso, e l’altra persona si ferma all’improvviso. Mi giro, la guardo negli occhi e l’altra persona, in lontananza, finge di guardare altrove. Così ricomincio a camminare timidamente… e l’altra persona ricomincia a camminare timidamente, nel mio stesso identico modo. E allora ne sono certo: quello dietro di me ha una scarsissima personalità.
"Dr. Van Harper?".
"Robert Jones! Ma… da quanto tempo è che non ci vediamo?".
"15 anni, da quando sono stato sospettato di aver organizzato quella rapina alla Banca Centrale".
"Ah, e dove sei stato nel frattempo?".
"In carcere, i sospetti erano più che fondati".
"Però adesso sei finalmente libero".
"No, tecnicamente sarei agli arresti domiciliari per corrispondenza".
"Cioè?".
"In fuga. Non ce la facevo più a stare in carcere, ho la fobia degli spazi chiusi arredati tecno minimal o comunque con qualsiasi altra tendenza asettica che conferisca grande attenzione al dettaglio. Inoltre le sbarre della mia cella erano cromate, una terribile caduta di stile".
"Ti capisco, io ho la fobia di David Bowie. Per questo non ascolto mai glam rock, pop rock, hard rock, dance rock, experimental rock, art rock, psychedelic rock, blue-eyed soul e proto-punk. Né consulto mai la sua pagina Wikipedia".
"Odio David Bowie e quel modo tutto suo di farti sentire così non-David Bowie…".
"Annuisco con convinzione. È pericoloso stare qui, forse dovresti cambiare continente Robert".
"È quello che mi hanno appena consigliato in Asia".
"Hai pensato di cambiare identità?".
"Sì, ma sono ancora molto indeciso sul nome. Lei come si trova con 'Dr. Van Harper'?".
"Non lo so, viene sempre frainteso dai camerieri quando chiamo un ristorante per prenotare".
"È impossibile fraintendere 'Dr. Van Harper'!".
"È quello che dico loro tutte le volte che il mio tavolo è prenotato a nome 'David Bowie'".
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°23
"Dr. Van Harper?".
"Robert Jones! Ma… da quanto tempo è che non ci vediamo?".
"15 anni, da quando sono stato sospettato di aver organizzato quella rapina alla Banca Centrale".
"Ah, e dove sei stato nel frattempo?".
"In carcere, i sospetti erano più che fondati".
"Però adesso sei finalmente libero".
"No, tecnicamente sarei agli arresti domiciliari per corrispondenza".
"Cioè?".
"In fuga. Non ce la facevo più a stare in carcere, ho la fobia degli spazi chiusi arredati tecno minimal o comunque con qualsiasi altra tendenza asettica che conferisca grande attenzione al dettaglio. Inoltre le sbarre della mia cella erano cromate, una terribile caduta di stile".
"Ti capisco, io ho la fobia di David Bowie. Per questo non ascolto mai glam rock, pop rock, hard rock, dance rock, experimental rock, art rock, psychedelic rock, blue-eyed soul e proto-punk. Né consulto mai la sua pagina Wikipedia".
"Odio David Bowie e quel modo tutto suo di farti sentire così non-David Bowie…".
"Annuisco con convinzione. È pericoloso stare qui, forse dovresti cambiare continente Robert".
"È quello che mi hanno appena consigliato in Asia".
"Hai pensato di cambiare identità?".
"Sì, ma sono ancora molto indeciso sul nome. Lei come si trova con 'Dr. Van Harper'?".
"Non lo so, viene sempre frainteso dai camerieri quando chiamo un ristorante per prenotare".
"È impossibile fraintendere 'Dr. Van Harper'!".
"È quello che dico loro tutte le volte che il mio tavolo è prenotato a nome 'David Bowie'".
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°23
giovedì 10 giugno 2010
iHarper - n°17
Appena nato ero fuori di me. Ero arrivato da cinque minuti e avevano già perso il mio bagaglio.
Fortunatamente ho capito subito come farmi rispettare. Parlavo poco ma avevo tutti ai miei piedi. Mi chiamavano "El Loco Silencioso".
Il che non è un talento secondario, quando abiti da un giorno con due sconosciuti.
Ma in fondo ero quello che avevano sempre desiderato i miei genitori. Un coinquilino.
A modo suo mio padre è stato un ottimo genitore. Mi portava tutte le sere al luna park. Ma poi ritrovavo sempre la strada di casa.
Penso che questo lo deludesse più di ogni altra cosa in me: il mio eccellente senso dell’orientamento.
Ero un bambino molto sveglio, a cinque anni scrissi una mia versione di "Cappuccetto Rosso". Era identica all’originale, solo che alla fine la nonna e Cappuccetto Rosso rimanevano sfigurate dagli acidi gastrici.
Mi mancano i miei genitori, è che ormai ci vediamo di rado. Però stasera mio padre mi porta al luna park.
Van Harper Classic: I film che non vedrete mai – n°18
Fortunatamente ho capito subito come farmi rispettare. Parlavo poco ma avevo tutti ai miei piedi. Mi chiamavano "El Loco Silencioso".
Il che non è un talento secondario, quando abiti da un giorno con due sconosciuti.
Ma in fondo ero quello che avevano sempre desiderato i miei genitori. Un coinquilino.
A modo suo mio padre è stato un ottimo genitore. Mi portava tutte le sere al luna park. Ma poi ritrovavo sempre la strada di casa.
Penso che questo lo deludesse più di ogni altra cosa in me: il mio eccellente senso dell’orientamento.
Ero un bambino molto sveglio, a cinque anni scrissi una mia versione di "Cappuccetto Rosso". Era identica all’originale, solo che alla fine la nonna e Cappuccetto Rosso rimanevano sfigurate dagli acidi gastrici.
Mi mancano i miei genitori, è che ormai ci vediamo di rado. Però stasera mio padre mi porta al luna park.
Van Harper Classic: I film che non vedrete mai – n°18
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martedì 8 giugno 2010
Van Word - n°7
inadeguatezza [i-na-de-gua-téz-za] s.f.
1 Sentirsi all’altezza di un compito, ma con molta meno ipocrisia.
solitudine [so-li-tù-di-ne] s.f.
1 Durante una festa, rimanere seduti in un angolo. A casa propria.
Van Harper Classic: Lo strano caso del Dr. Van Harper e di M.R. Kite
1 Sentirsi all’altezza di un compito, ma con molta meno ipocrisia.
solitudine [so-li-tù-di-ne] s.f.
1 Durante una festa, rimanere seduti in un angolo. A casa propria.
Van Harper Classic: Lo strano caso del Dr. Van Harper e di M.R. Kite
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domenica 6 giugno 2010
Van Word - n°6
arrivare [ar-ri-và-re] v.
1 Partire con eccessivo ritardo.
indecisione [in-de-ci-sió-ne] s.f.
1 Sentimento d'incertezza, ma potrei sbagliarmi.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°28
1 Partire con eccessivo ritardo.
indecisione [in-de-ci-sió-ne] s.f.
1 Sentimento d'incertezza, ma potrei sbagliarmi.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°28
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Van Word - n°5
pregare [pre-gà-re] v.
1 Parlare con qualcuno che vuole avere sempre ragione.
ostinazione [o-sti-na-zió-ne] s.f.
1 Fissare un gatto negli occhi finché non abbassa lo sguardo.
Van Harper Classic: La versione del Dr. Van Harper
1 Parlare con qualcuno che vuole avere sempre ragione.
ostinazione [o-sti-na-zió-ne] s.f.
1 Fissare un gatto negli occhi finché non abbassa lo sguardo.
Van Harper Classic: La versione del Dr. Van Harper
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sabato 5 giugno 2010
Van Word - n°4
catastrofe [ca-tà-stro-fe] s.m.
1 Sottovalutare un problema.
estinzione [e-stin-zió-ne] s.f.
1 Porsi un problema, trovare una soluzione e poi andare al cinema.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°29
1 Sottovalutare un problema.
estinzione [e-stin-zió-ne] s.f.
1 Porsi un problema, trovare una soluzione e poi andare al cinema.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°29
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Van Word - n°3
egocentrismo [e-go-cen-trì-smo] s.m.
1 Pensare che questa definizione parli di voi.
Van Harper Classic: I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper – n°10
1 Pensare che questa definizione parli di voi.
Van Harper Classic: I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper – n°10
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vincere la claustrofobia con l'agorafobia
venerdì 4 giugno 2010
Van Word - n°2
caos [cà-os] s.m. inv.
1 Disordine con dell’ambizione.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°26
1 Disordine con dell’ambizione.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°26
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giovedì 3 giugno 2010
Van Word - n°1
scintillante [scin-til-làn-te] agg.
1 Detto di persone o cose che esplodono con ingiustificato ottimismo.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°27
1 Detto di persone o cose che esplodono con ingiustificato ottimismo.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°27
Van Harper facts - n°71
Curiosità artistiche. Michelangelo dipingeva solo per rilassarsi. Molti critici considerano la Cappella Sistina il suo più grande esaurimento nervoso.
La schizofrenia è un problema che riguarda 50 persone su 10.
Van Harper Classic: Sostiene Camisi – n°13
La schizofrenia è un problema che riguarda 50 persone su 10.
Van Harper Classic: Sostiene Camisi – n°13
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martedì 1 giugno 2010
iHarper - n°16
Ogni tanto mi piace stare all’angolo della strada e dare indicazioni sbagliate ai turisti, solo per aumentare l’entropia dell’Universo.
Quando morirò dirò a Dio esattamente cosa penso di lui. Nel frattempo spero che mi faccia vivere abbastanza a lungo da non farmi un’opinione sbagliata.
Van Harper Classic: Dr. Van Harpers Wake
Quando morirò dirò a Dio esattamente cosa penso di lui. Nel frattempo spero che mi faccia vivere abbastanza a lungo da non farmi un’opinione sbagliata.
Van Harper Classic: Dr. Van Harpers Wake
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lunedì 31 maggio 2010
Van Harper facts - n°70
Calcio. Ancora una volta le Isole Far Oer guarderanno i Mondiali da casa.
Trovata un’opera inedita di Leonardo Da Vinci dal titolo "Cats".
Van Harper Classic: I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper – n°12
Trovata un’opera inedita di Leonardo Da Vinci dal titolo "Cats".
Van Harper Classic: I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper – n°12
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lunedì 24 maggio 2010
Van Harper facts - n°69
Curiosità televisive. Inizialmente Tom fece il provino per la parte di Jerry.
James Dean credeva nella reincarnazione, ha affermato ieri.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°26
James Dean credeva nella reincarnazione, ha affermato ieri.
Van Harper Classic: Van Harper facts – n°26
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mercoledì 19 maggio 2010
Van Harper facts - n°68
Allarme inquinamento. Avvistato un panda mentre guidava un SUV.
Secondo Vogue, disegnarsi un bersaglio sulla schiena è l’ultima moda tra i vittimisti.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°27
Secondo Vogue, disegnarsi un bersaglio sulla schiena è l’ultima moda tra i vittimisti.
Van Harper Classic: Van Harper Review – n°27
lunedì 17 maggio 2010
Van Harper facts - n°67
Tragedia al Gran Premio di Montecarlo. Morto il campione mondiale di "autostop estremo".
Nel 1492 Cristoforo Colombo venne eletto "Uomo dell’Anno" dalla rivista Time.
Van Harper Classic: I film che non vedrete mai – n°16
Nel 1492 Cristoforo Colombo venne eletto "Uomo dell’Anno" dalla rivista Time.
Van Harper Classic: I film che non vedrete mai – n°16
Harper vs. Harper
Caro Dr. Van Harper, qual è stato il libro che ha cambiato la sua vita?
È stato "100 risposte superficiali ad altrettante domande esistenziali". Questa è la numero 57.
Caro Dr. Van Harper, perché ho così paura del giudizio altrui?
Perché sei un perdente.
Van Harper Classic: La coscienza di Peter – n°13
È stato "100 risposte superficiali ad altrettante domande esistenziali". Questa è la numero 57.
Caro Dr. Van Harper, perché ho così paura del giudizio altrui?
Perché sei un perdente.
Van Harper Classic: La coscienza di Peter – n°13
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sabato 15 maggio 2010
It’s a long way to the top if you wanna rock’n’roll, Dr. Van Harper
Caro Dr. Van Harper, qual è il suo sogno ricorrente?
Sono un pesce pagliaccio e sto vagando per l’oceano. E sono molto spaventato, perché l’oceano è molto grande. E io ho appena perso mio figlio. E lo sto cercando ovunque ma l’oceano è immenso. E poi incontro uno squalo. Anzi, più squali. E scappo. Loro m’inseguono e cerco riparo nel relitto di un sommergibile. Ma per quanto nuoti veloce, loro sono più veloci di me. Mi sono quasi addosso ma io giro a destra. E poi a sinistra. E sono in un vicolo cieco. Sono in un vicolo cieco e sono spacciato. Gli squali mi stanno raggiungendo ma più si avvicinano e più mi accorgo che non sono squali. Sono avvocati. Gli avvocati della Pixar. E mi stanno accusando per plagio. Anch’io non sono più un pesce e sono molto confuso perché non ho mai visto "Alla ricerca di Nemo". Loro mi dicono che è impossibile. È un gran film, l’hanno visto tutti. Ha vinto anche un Oscar. Così adesso sono in prigione. E sono innocente. Ma almeno non sono più solo, ho un amico, Morgan Freeman. E trascorro 20 anni in prigione occupandomi di contabilità. Sembro un tipo tranquillo ma in realtà sto preparando una fuga. Così una notte scappo da un tunnel che ho scavato nella mia cella e fuggo in Messico. Mi stabilisco lì. Lavoro a una barca sulla spiaggia quando vedo qualcuno in lontananza. Mi sembra Morgan Freeman ma in realtà è Stephen King. E mi accusa per plagio. Di nuovo. Io gli rispondo che non ho mai visto "Le ali della libertà", né tantomeno letto il suo racconto da cui è tratto. Lui dice che è impossibile, è un film bellissimo, avrebbe vinto tanti Oscar e inizia ad elencare tutte le categorie nelle quali è stato candidato. Qualsiasi cosa pur di non parlare della sua prosa. Io mi stanco quasi subito di ascoltarlo e chiudo a pagina due, prendo la barca e fuggo in mare. Ma ho fame e mi metto a pescare. E prendo immediatamente un pesce. È un pesce pagliaccio, lo chiamo Nemo. Sembra molto simpatico, così lo uso come esca per un pesce più grosso. Che abbocca quasi subito. Enorme e potente. Lotto giorno e notte. Per tre giorni e tre notti. Finché lo tiro su. Ma il pesce non è un pesce. È Ernest Hemingway. E mi cita per plagio. Il che, da un certo punto in poi, me lo potevo anche aspettare. Io gli dico che non ho mai letto "Il vecchio e il mare", ma lui non ci crede. Dice che è molto meglio di Stephen King. Gli credo sulla parola. Lui mi dà un pugno in faccia. Ma il pugno non è un pugno. È Woody Allen. Questo è il mio sogno ricorrente.
Van Harper Classic: La coscienza di Peter – n°12
Sono un pesce pagliaccio e sto vagando per l’oceano. E sono molto spaventato, perché l’oceano è molto grande. E io ho appena perso mio figlio. E lo sto cercando ovunque ma l’oceano è immenso. E poi incontro uno squalo. Anzi, più squali. E scappo. Loro m’inseguono e cerco riparo nel relitto di un sommergibile. Ma per quanto nuoti veloce, loro sono più veloci di me. Mi sono quasi addosso ma io giro a destra. E poi a sinistra. E sono in un vicolo cieco. Sono in un vicolo cieco e sono spacciato. Gli squali mi stanno raggiungendo ma più si avvicinano e più mi accorgo che non sono squali. Sono avvocati. Gli avvocati della Pixar. E mi stanno accusando per plagio. Anch’io non sono più un pesce e sono molto confuso perché non ho mai visto "Alla ricerca di Nemo". Loro mi dicono che è impossibile. È un gran film, l’hanno visto tutti. Ha vinto anche un Oscar. Così adesso sono in prigione. E sono innocente. Ma almeno non sono più solo, ho un amico, Morgan Freeman. E trascorro 20 anni in prigione occupandomi di contabilità. Sembro un tipo tranquillo ma in realtà sto preparando una fuga. Così una notte scappo da un tunnel che ho scavato nella mia cella e fuggo in Messico. Mi stabilisco lì. Lavoro a una barca sulla spiaggia quando vedo qualcuno in lontananza. Mi sembra Morgan Freeman ma in realtà è Stephen King. E mi accusa per plagio. Di nuovo. Io gli rispondo che non ho mai visto "Le ali della libertà", né tantomeno letto il suo racconto da cui è tratto. Lui dice che è impossibile, è un film bellissimo, avrebbe vinto tanti Oscar e inizia ad elencare tutte le categorie nelle quali è stato candidato. Qualsiasi cosa pur di non parlare della sua prosa. Io mi stanco quasi subito di ascoltarlo e chiudo a pagina due, prendo la barca e fuggo in mare. Ma ho fame e mi metto a pescare. E prendo immediatamente un pesce. È un pesce pagliaccio, lo chiamo Nemo. Sembra molto simpatico, così lo uso come esca per un pesce più grosso. Che abbocca quasi subito. Enorme e potente. Lotto giorno e notte. Per tre giorni e tre notti. Finché lo tiro su. Ma il pesce non è un pesce. È Ernest Hemingway. E mi cita per plagio. Il che, da un certo punto in poi, me lo potevo anche aspettare. Io gli dico che non ho mai letto "Il vecchio e il mare", ma lui non ci crede. Dice che è molto meglio di Stephen King. Gli credo sulla parola. Lui mi dà un pugno in faccia. Ma il pugno non è un pugno. È Woody Allen. Questo è il mio sogno ricorrente.
Van Harper Classic: La coscienza di Peter – n°12
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venerdì 14 maggio 2010
iHarper - n°15
Tutte le mattine scendo sottoterra per prendere la metropolitana, ma non mi sento mai completamente tranquillo. È una vecchia metro, molto storica, in legno e tutto il resto. Una di quelle dove vicino al freno di emergenza campeggia il cartello "in caso d’incendio farsi prendere dal panico".
In compenso è un posto molto sicuro, con una media ridicola di furti. Viene derubato un passeggero ogni tre giorni. Ma ne viene rapito uno ogni quattro.
Van Harper Classic: Il grande Van Harper
In compenso è un posto molto sicuro, con una media ridicola di furti. Viene derubato un passeggero ogni tre giorni. Ma ne viene rapito uno ogni quattro.
Van Harper Classic: Il grande Van Harper
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