Visualizzazione post con etichetta dialoghi surreali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dialoghi surreali. Mostra tutti i post

sabato 12 dicembre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°17

Alcune volte mi capita d’incontrare il fantasma del Van Harper passato. Ma in genere viene citato per plagio dai legali di Charles Dickens.

"Buongiorno Dr. Van Harper".
"Marley, non ti avevo riconosciuto".
"Capita, la gente mi scambia spesso per Keith Jarrett. Deve essere per via dei miei trascorsi musicali con Art Blakey, Charles Lloyd e Miles Davis, della mia tecnica d’improvvisazione che abbraccia diversi generi e di questo pianoforte a coda".
"Cosa ci fai qui?".
"Mi rilassa. Inoltre adoro viaggiare".
"In ascensore?".
"Citando il Dr. Van Harper 'mi piace viaggiare ma mi terrorizzano i fusi orari'".
"Quando avrei detto che mi piace viaggiare ma mi terrorizzano i fusi orari?".
"Adesso".
"Interessante. Ora però devo andare".
"Scende al quarto piano?".
"No, mi volto dall’altra parte".

Van Harper Classic: Sostiene Camisi – n°12

sabato 21 novembre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°15

Una volta lavoravo al centralino della polizia, prendevo le chiamate di emergenza. Era un lavoro part-time. Lavoravo solo quando chiamava qualcuno. Comunque.

"Polizia, parla Van Harper".
"Ho paura che dei ladri si siano introdotti in casa mia".
"Cosa glielo fa pensare?".
"Mi stanno derubando in maniera furtiva. Inoltre uno di loro sta aspettando che finisca la chiamata per prendermi il cellulare. Lei faccia finta di essere un mio amico".
"Non lo so, non la conosco nemmeno. Cosa le piace fare nel tempo libero?".
"In genere? Non essere rapinato".
"Abbiamo molto in comune. Anch’io ho del tempo libero. Se mi dice il suo indirizzo le mando subito una volante".
"Non mi chiede neanche come sto?".
"Errore mio. Come sta?".
"Come vuole che stia, mi stanno rapinando".
"E torniamo a 'se mi dice il suo indirizzo le mando subito una volante'".
"Una volante? Non avrebbe qualcosa di più aggressivo? Le cose aggressive mi rassicurano sempre".
"Una volante rosso fuoco. Con la marmitta truccata. E due agenti vestiti da pirati. Che sparano in aria. Usando delle sciabole".
"Altrimenti?".
"Un’orchestrina di liscio romagnola. Che suona i Deep Purple".
"L’orchestrina di liscio".
"Dove si trova in questo momento?".
"Sesame Street".
"Ma Sesame Street è un programma per bambini".
"Vivo in un programma per bambini. Ci vivrebbe anche lei se i suoi genitori l’avessero chiamata Elmo".
"Il tono rassicurante con cui lo dice e la mia sconcertante ingenuità mi hanno convinto. Le mando subito l’orchestrina di liscio romagnola".
"Quanto pensa che impiegherà ad arrivare?".
"Il tempo d’imparare le canzoni dei Deep Purple".

Van Harper Classic:
Sostiene Camisi – n°8

sabato 31 ottobre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°14

A volte mi capita di fare incontri singolari. In genere è il sabato, durante i "dialoghi improbabili".

"Buon compleanno Dr. Van Harper".
"Grazie Elver, ma oggi non è il mio compleanno".
"Lo sarebbe se la smettesse di contraddirmi".
"È per me questo regalo?".
"Lo sarebbe se la smettesse di contraddirmi".
"Elver, nei 'dialoghi improbabili' funziona che dici sempre una battuta differente. A meno che non siano dei 'dialoghi improbabili' sul déjà vu".
"Ah, mi scusi, per me è la prima volta. La seconda, considerando questo déjà vu".
"Ormai è troppo tardi, non ci provare".
"Sono mortificato".
"È per me questo regalo?".
"Ha ripetuto due volte la stessa battuta, è diventato un dialogo improbabile sul déjà vu?".
"No Elver, lo facevo solo per non perdere il filo".
"Dove passavamo?".
"Al mio regalo".
"Ah, grazie. Non ho mai avuto un maglione così bello".
"Al mio regalo che tieni in mano. Ti rendi conto che ahi appena segnato un nuovo record d’incapacità per i 'dialoghi improbabili'?".
"E lei si rende conto che ha appena invertito la parola 'hai'?".
"Mi piace il tuo spirito di osservazione".
"Ho un'ottima vista".
"Facciamo un test: dimmi cosa vedi adesso".
"Lei che mi giudica in silenzio tenendo in mano un daiquiri che è spuntato dal nulla".
"Perfetto. E adesso?".
"Lei che mi volta le spalle, ruba una macchina, parte, passa con il rosso, arriva all’aeroporto, lascia la macchina in seconda fila, decolla per i Caraibi con il primo volo, atterra ai Caraibi, dorme in spiaggia per smaltire il jet lag, vince una gara di limbo, partecipa al karaoke il lunedì, il mercoledì e il venerdì sera, si rilassa per il resto della settimana con sporadiche sessioni di snorkeling, esce con tutte le ragazze del calendario di Sport Illustrated chiamandole per mese, decolla con il primo volo, torna qui, posa il suo daiquiri e mi racconta com’è andata ai Caraibi".
"Benissimo, grazie".


Van Harper Classic: È ora di cambiare, Dr. Van Harper!

sabato 17 ottobre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°13

A volte mi capita di fare incontri assurdi. Altre volte esagero con l’LSD.

"Dr. Van Harper!".
"Ciao nome che non ho mai memorizzato".
"Ho un problema".
"Lo sospettavo, è sempre così nei dialoghi improbabili. Vai avanti".
"Non si preoccupi, sarò sintetico come il nylon e inappropriato come i paragoni sul nylon. Vorrei giocare in serie A".
"E io vorrei sposare Megan Fox".
"Lo dice per essere ironico?".
"Affatto. Io la amo".
"Davvero, penso che non sfonderò mai nel calcio per via dei miei problemi di autostima".
"O forse per via dei tuoi 57 anni".
"In questo caso ho seri problemi di autostima".
"Non dovresti essere severo con te stesso, Nomechenonhomaimemorizzato".
"Gli amici mi chiamano semplicemente 'Nome'. Lei cosa farebbe al mio posto?".
"Me ne andrei e mi lascerei in pace".
"Lo dice per essere ironico?".
"Affatto. Tra 10 minuti ho un appuntamento con Megan Fox".

Van Harper Classic:
È domenica, Dr. Van Harper!

sabato 3 ottobre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°12

Alle volte mi capita di fare incontri veramente grotteschi. Ma forse capita a tutti di svegliarsi la mattina e trovare 23 clown che ti fissano. O di essere uno di quei clown.

"Dr. Van Harper, si accomodi".
"Non c’è nessuna sedia in questo ufficio".
"Non ho mai detto che sarebbe stato facile. Sa che io sono un suo grande fan? Ho imparato molto leggendo i suoi libri".
"Interessante. Per esempio?".
"A non comprarli".
"Non lo faccio nemmeno io. In genere li scrivo".
"Allora, innanzitutto complimenti per la sua intuizione. Non è da tutti voler girare un musical tratto dal proprio blog".
"L’idea mi è venuta domani, quando ho letto questo post. Qualche progresso?".
"Stiamo lavorando proficuamente al copione. Ammesso che 'proficuamente' significhi 'in balia degli eventi'".
"Ed è una buona cosa?".
"Solo se ama l’approssimazione. Dia un’occhiata a queste foto: Dustin Hoffman vorrebbe interpretare il suo ruolo, Hugh Grant quello di Peter Dolby e Kermit la Rana Don Camisi. O viceversa".
"Veramente Don Camisi vorrebbe interpretare sé stesso. Dice che da giovane è stato un campione di polka".
"Ormai siamo già in parola con Kermit".
"Ma è solo un pupazzo".
"Lo so. Ma è un pupazzo molto suscettibile".


Van Harper Classic: Sostiene Camisi - n°3

sabato 26 settembre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°11

Alle volte mi capita di fare incontri paradossali. Poi in genere il mio avvocato paga sempre la cauzione.

"Buongiorno Dr. Van Harper".
"Ciao Mookie, come stai?".
"Non bene, penso di avere una doppia personalità".
"Un disturbo comune a due persone su una, niente di grave. Per il resto?".
"Penso di avere una doppia personalità".
"Questo me l’hai già detto".
"Io sono l’altro".

"Stan, dove corri? Com’è andata in aula?".
"Situazione complicata Van Harper, gliela scrivo sul testamento così poi la legge con calma".
"È andata così male?".
"Un consiglio? Prenda un avvocato che parli la sua lingua e non confonda sistematicamente 'Vostro Onore' con 'il mio cliente si dichiara colpevole'. In genere aiuta".


Van Harper Classic: Van Harper facts - n°8

sabato 5 settembre 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°10

A volte mi capita finalmente d’incontrare persone normali. Ma improvvisamente mi sento solo.

"Dr. Van Harper, ha un libro che potrebbe aiutarmi?".
"Dipende Barney. Qual è il tuo problema?".
"Non avere un libro che potrebbe aiutarmi".
"Questo complica le cose".
"Mi rassicuri o canterò una canzone a caso di Billy Joel".
"Non posso consigliarti un libro qualsiasi, sono un professionista, prima dovremmo vederci qualche volta nel mio studio…".
"Uptown girl, she’s been living in her uptown world, I bet she never had a backstreet guy, I bet her mama never told her why".
"Ho assolutamente un libro che potrebbe aiutarti".
"Perfetto, adoro leggere ma non lo faccio mai. Detesto sfogliare le pagine".
"In questo caso dammi un orario per domani che passo a casa tua e, possibilmente, te lo tiro in fronte. Con la segreta speranza di prenderti".

Van Harper Classic: Non puoi ritirarti, Dr. Van Harper!

sabato 8 agosto 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°9

A volte mi capita d’incontrare persone veramente surreali. Altre volte solo quello strano Bianconiglio.

"Dr. Van Harper!".
"Irv. Cosa ci fai a Dallas?".
"Sono in vacanza. Visito tutti i luoghi storici degli omicidi mancati. Qui nel ’63 Lee Harvey Oswald sfiorò di un niente Jackie Kennedy".
"Un hobby singolare".
"L’anno scorso ho visitato solo città che iniziavano con la B".
"Ottima scelta, Berlino è una bellissima città. Come Barcellona, d’altra parte".
"Avrei dovuto pensarci prima di andare a Beirut. E lei?".
"Vengo spesso qui a Dallas. Ormai la considero come la terza città del Texas per popolazione, dopo Houston e San Antonio".
"L’ammiro Dr. Van Harper. Un giorno vorrei essere come lei".
"Ti stancheresti di tutto questo carisma".


ATTENZIONE: nelle prossime due settimane le ipnotiche rubriche del Dr. Van Harper verranno sostituite da "Van Harper Classic", 12 repliche random tra le più casuali.

Questo il programma:

10/08/09 - Van Harper Review - n°1
11/08/09 - Ma questo è ridicolo, Dr. Van Harper!
12/08/09 - I film che non vedrete mai - n°5
13/08/09 - Van Harper facts - n°14
14/08/09 - Dove vai, Dr. Van Harper!
15/08/09 - I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°3
17/08/09 - Van Harper Review - n°4
18/08/09 - La coscienza di Peter - n°2
19/08/09 - I film che non vedrete mai - n°10
20/08/09 - Van Harper facts - n°4
21/08/09 - Dovrei, o non dovrei, Dr. Van Harper?
22/08/09 - Sostiene Camisi - n°2

sabato 11 luglio 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°8

A volte mi capita di fare incontri veramente kafkiani. Altre volte è solo Kafka.

"Buongiorno Dr. Van Harper".
"Buongiorno. Ci conosciamo?".
"Lei non mi conosce, ma io conosco me".
"La ascolto".
"Sento delle voci nella mia testa".
"E cosa le dicono?".
"Poco, sono molto discrete in realtà. In genere consigli sull’abbigliamento".
"Come indossare un kilt, una maglietta di Harry Potter e un sombrero?".
"Mi sembravano degli ottimi consigli".
"Non dovrebbe credere a tutto ciò che le dicono".
"Quindi non dovrei credere nemmeno a quello che mi sta dicendo lei?".
"Quel sombrero le dona tantissimo".

sabato 27 giugno 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°7

Alcune volte mi capita d’incontrare persone decisamente sotto la media. Detesto essere un inguaribile ottimista.

"Dr. Van Harper, è permesso?".
"Klaus, ti aspettavo. Entra pure… Perché sei nudo?".
"È una storia lunga".
"E scommetto anche divertente".
"Ieri notte ero depresso e per distrarmi ho lavato tutti i vestiti che avevo nell’armadio. Solo che nel mio inconscio volevo punirmi, così ho sbagliato sistematicamente candeggio. Dopodiché ho iniziato a piangere stringendo l’ammorbidente tra le braccia".
"Peccato, ho perso una scommessa… Ma non potevi comprarti degli altri vestiti?".
"Ci stavo giusto andando. Solo che prima volevo farle vedere come stavo senza dignità. Che ne pensa?".
"Ti preferisco sportivo”.
"Grazie Dr. Van Harper, lei dice sempre la cosa giusta, al momento giusto, nel continente giusto".
"Ci possono riuscire tutti, Klaus. Dimmi la prima cosa che ti viene in mente".
"Dopo la sua svolta romantica con Die Hard Bruce Willis non è stato più lo stesso".
"Visto? Adesso che l’hai detto mi sento meno solo anch'io".

sabato 13 giugno 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°6

A volte mi capita d’incontrare persone decisamente improbabili. La devo smettere di uscire.

"Il Dr. Van Harper? Sono un suo grande fan".
"E io un suo, Jim Morrison".
"Lei può anche chiamarmi JimMorrison tutto attaccato".
"Sarà un privilegio, JimMorrison".
"Un nichelino per un suo pensiero?".
"Così, su due piedi, non saprei…".
"Ok, facciamo due nichelini per un suo pensiero. Però questa è la mia ultima offerta".
"Non tergiversavo per alzare il prezzo".
"Però ci è riuscito. La sto ascoltando".
"Vediamo… Una volta, durante un funerale, mi sono gettato sulla bara disperato, rivelando così la mia passione latente per il mogano".
"Divertente".
"Lo è. I miei due nichelini?".
"Ho solo un pezzo da dieci".
"Me lo farò bastare".

sabato 30 maggio 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°5

A volte mi capita di parlare con la gente morta. O almeno vorrei che lo fosse.

"Van Harper, tu qua? Che coincidenza sorprendente!".
"Sei in ritardo di una settimana, Leonard. Com’è andata la tua retrospettiva su Marcel Marceau?".
"Ti sei perso ‘celebrazioni’ degne di queste virgolette. Difficile raccontarlo a parole, magari te lo mimo". (Leonard mima lentamente un muro).
"C’erano tanti muri a questa retrospettiva?".
"Solo quattro. Mi mancano gli altri tre". (Leonard mima lentamente un altro muro).
"Non ti preoccupare, fai finta di niente. Come se io fossi esattamente qui".

sabato 16 maggio 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°4

A volte mi capita d’incontrare persone decisamente stravaganti. Devo smetterla di frequentare quei seminari di stravaganza.

"Caro Dr. Van Harper, qual è l'esperienza più singolare che le è mai capitata?".
"Paddy, mi hai già fatto la stessa identica domanda ieri sul blog".
"Adoro i déjà vu".
"Come vanno i tuoi disturbi borderline della personalità?".
"Molto meglio grazie a lei. Ormai ho smesso di sfrecciare in Ferrari su e giù per la Florida con Don Johnson convinto di essere in Miami Vice. Ma non posso dire lo stesso di Don Johnson".

sabato 28 marzo 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°3

A volte mi capita d'incontrare persone veramente eccentriche. Ma in genere fingo di parlare al cellulare con altre persone veramente eccentriche.

"Van Harper, non ho mai incontrato un uomo come te. Ti seguirei in capo al mondo".
"Anch’io non ho mai incontrato una donna come te, Clara. È per questo che ti precederei in capo al mondo".
"Guarda, una stella cadente".
"Esprimi un desiderio cara. E poi confessalo alla polizia".
"Non ho niente da nascondere".
"E quella storia con Scotland Yard?".
"Solo una passione giovanile. Sarai stato anche tu adolescente una volta, no?".
"Sì. Ma incensurato".
"Adesso sono cambiata".
"Ecco un lato di te che l’FBI non conosce".
"Devi credermi".
"Niente più telefonate minatorie nel cuore della notte? Niente pedinamenti? Hai deciso di non uccidermi più?".
"No, ma sono cambiata".
"Amo la tua sincerità. E quelle due timide fossettine ai lati di quel ghigno satanico".
"Guarda Van Harper, un’altra stella cadente".
"Con un po’ di fortuna ci centrerà". (Si baciano).

sabato 14 marzo 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°2

A volte mi capita d'incontrare persone esageratamente strane. Ma in genere non mi do confidenza.

"Dr. Van Harper!".
"Seymour, quanto tempo. Che fine hai fatto?".
"Sono stato 6 mesi a New York. Lei è mai stato a New York? È fantastica, si trova veramente di tutto. Ha presente l’incrocio tra Church Street e Liberty Street?".
"Ground Zero?".
"Dicono che da quelle parti facciano degli ottimi attentati".
"Ecco cosa mi piace di te Seymour. La distanza".

"Linus!".
"Van Harper!".
"Che coincidenza sorprendente vederti qui".
"Scherza? Io vengo qui tutti i giorni".
"Nella mia doccia?".

mercoledì 25 febbraio 2009

I dialoghi improbabili del Dr. Van Harper - n°1

A volte mi capita di parlare con persone veramente bizzarre. Me compreso.

"Buongiorno Dr. Van Harper".
"Ciao Grxw. Come stai?".
"Meglio, ma questa volta c’erano altissime possibilità che le cose andassero male".
"Le stesse di avere un nome migliore?".
"Come?".
"Niente".

"Ciao Van Harper, come stai?".
"Come stai tu, non ci vediamo da più di un anno".
"Davvero? Avrei giurato d’averti parlato giovedì scorso".
"No, quello si chiama Alzheimer. E comunque non sono io".